
Rosa Assoluto con Simona Maria Giantin propone un corso di portamento a Milano per donne non vedenti e ipovedenti in preparazione alle sfilate organizzate per l’anno

Rosa Assoluto con Simona Maria Giantin propone un corso di portamento a Milano per donne non vedenti e ipovedenti in preparazione alle sfilate organizzate per l’anno
Non si tratta solo di un evento, ma di una vera e propria rivoluzione nel fashion system, capace di ridefinire il concetto di bellezza e accessibilità.
I numeri di un sogno: da tutta Italia a Milano
Il viaggio è iniziato a Milano, dove Rosa Assoluto ha diretto un casting intenso ed emozionante. Rispondendo all’appello, oltre 160 donne sono arrivate da ogni angolo d’Italia, animate dal desiderio di mettersi in gioco e di riappropriarsi di uno spazio – quello della passerella – storicamente d’élite e visivo.
Tra di loro, 40 straordinarie modelle sono state selezionate per dare vita a questo sogno.
Alta moda su misura: l’unicità al centro
La sfilata non sarà una semplice esibizione. Il cuore pulsante del progetto risiede nella cura e nell’artigianalità: ogni abito sarà disegnato e realizzato su misura per ciascuna delle 40 modelle.
Questo significa che il percorso creativo terrà conto non solo delle forme, ma anche delle percezioni, delle storie e delle sensibilità tattili di ogni donna coinvolta. Una couture inclusiva che mette la persona, e non solo il vestito, al centro della scena.
“Un progetto visionario che dimostra come la moda possa smettere di essere solo apparenza per diventare pura espressione di sé, inclusione e dignità.”
Tradurre in realtà un’iniziativa di questa portata richiede un’immensa quantità di energia, risorse e passione. È un cammino tanto splendido quanto complesso, ed è per questo che **Rosa Assoluto non vuole farlo da sola**.
Se credi in una moda senza barriere e vuoi far parte di questo cambiamento, ci sono diversi modi per partecipare e sostenere il progetto:
A maggio e giugno 2026, a Milano,un’iniziativa unica nel suo genere ridefinisce i canoni della moda e dell’inclusione, preparando le future protagoniste delle passerelle.
La bellezza non si vede, si sente. Ed è proprio partendo da questo presupposto che Simona Maria Giantin ha dato vita a un progetto straordinario: un ciclo di corsi di portamento interamente dedicati a donne non vedenti e ipovedenti.
L’obiettivo? Abbatere le barriere del pregiudizio, valorizzare l’autostima e fornire alle partecipanti tutti gli strumenti tecnici e stilistici per imparare a sfilare con sicurezza in vista dei prossimi eventi di moda e manifestazioni pubbliche in programma.
Il corso non si limita a insegnare come muovere i passi a tempo di musica, ma scava molto più a fondo. Per una donna con disabilità visiva, lo spazio circostante viene percepito attraverso canali sensoriali differenti. Simona Maria Giantin, grazie alla sua esperienza, ha strutturato un percorso che trasforma la passerella in un luogo di espressione, libertà e totale autoconsapevolezza.
Durante le lezioni, le partecipanti lavorano su:
Postura e orientamento nello spazio: Imparare a gestire l’asse corporeo e a muoversi con disinvoltura senza punti di riferimento visivi tradizionali.
Consapevolezza del corpo: Valorizzare la propria fisicità attraverso il movimento e l’eleganza del gesto.
Tecnica di sfilata: Lo studio del passo, della girata e del portamento degli abiti, calibrato sulle esigenze e sulla sensibilità di ciascuna allieva.
I mesi di maggio e giugno rappresentano il cuore pulsante della preparazione. Le allieve stanno affinando la tecnica e la gestione dell’emozione in vista del debutto ufficiale. I corsi, infatti, sono finalizzati alla partecipazione attiva a prossimi eventi e sfilate inclusive, dove la diversità non sarà un limite, ma il valore aggiunto della performance.
Con questa iniziativa, Simona Maria Giantin firma un bellissimo capitolo di moda sociale, dimostrando che il fascino, il carisma e l’eleganza non hanno bisogno della vista per incantare il pubblico, ma solo di un palcoscenico pronto ad accoglierle.
Il mondo della moda sposa sta vivendo una profonda metamorfosi. Se per decenni il settore bridal è rimasto ancorato a canoni estetici rigidi e a una narrazione visiva quasi stereotipata, oggi assistiamo a un cambio di paradigma radicale. Il manifesto di questa trasformazione ha un nome ben preciso: Beyond Vision.
Presentato nella prestigiosa cornice di Sì Sposaitalia Collezioni, questo evento non è stato una semplice sfilata di abiti bianchi, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti politica, sociale ed estetica. Organizzato dal celebre magazine White Sposa in stretta collaborazione con la realtà Rosa Assoluto, il fashion show ha scardinato i tradizionali confini della passerella, dimostrando che l’alta moda può farsi linguaggio universale di inclusione.
Nel cuore pulsante di Sì Sposaitalia Collezioni, l’appuntamento con Beyond Vision ha rappresentato il momento più intenso e rivoluzionario dell’intero calendario. La passerella ha smesso di essere un semplice palcoscenico commerciale per trasformarsi in uno spazio di consapevolezza e attivismo.
Al centro dei riflettori dieci donne straordinarie, non vedenti e ipovedenti, che hanno sfilato con una grazia, una sicurezza e una determinazione che hanno letteralmente incantato il pubblico. Il messaggio lanciato è stato dirompente nella sua semplicità:
La bellezza autentica non è unicamente ciò che si offre allo sguardo, ma ciò che si percepisce interiormente, si vive sulla pelle e si trasmette attraverso le emozioni.
Ogni uscita non è stata solo l’esibizione di un abito, ma il capitolo di un racconto. La sfilata è stata infatti arricchita dallo storytelling delle identità e delle storie personali delle protagoniste, regalando una dimensione umana e profonda che ha toccato le corde più intime degli spettatori. La risposta del pubblico — composto da buyer internazionali, titolari di atelier, designer e giornalisti della stampa estera — è stata unanime: una standing ovation spontanea e carica di commozione.
Un’iniziativa di tale portata sociale ha trovato un terreno fertile nell’eccellenza della manifattura e della creatività italiana. Cinque grandi brand del panorama bridal hanno sposato la causa, mettendo a disposizione le loro creazioni più iconiche e riadattandole, laddove necessario, per esaltare al meglio la fisicità e la personalità delle modelle:
Elisabetta Polignano: Nota per le sue architetture sartoriali e la capacità di interpretare l’anima delle donne.
Maison Signore: Sinonimo di artigianalità e di un lusso senza tempo che esalta la femminilità.
Ettore Bilotta: Designer celebre per l’alta moda cinematografica, lo stile sofisticato e i tagli impeccabili.
Maria Pia Creazioni: Realtà che fa della tradizione e dell’eleganza romantica il proprio tratto distintivo.
Veni Infantino: Brand internazionale capace di unire tendenze cosmopolite e gusto classico.
Questi stilisti hanno dimostrato che l’abito da sposa non è un involucro rigido, ma un tessuto vivo capace di dialogare con chi lo indossa, superando ogni barriera percettiva.
Il successo di Beyond Vision è il risultato di una sinergia strategica tra due realtà da sempre attente all’evoluzione della società.
Con questo progetto, White Sposa ha confermato di non essere soltanto una prestigiosa rivista di settore, ma un vero e proprio hub culturale del wedding contemporaneo. Forte di oltre mezzo secolo di esperienza editoriale, la testata ha compreso che oggi fare comunicazione significa assumersi una responsabilità sociale. Beyond Vision è stato infatti concepito come un ecosistema multimediale integrato, capace di unire:
Il brivido del live fashion show.
La profondità dello storytelling giornalistico.
La concretezza dei valori di accessibilità e inclusione.
L’amplificazione della comunicazione digitale attraverso i canali social.
Al fianco del magazine, il contributo di Rosa Assoluto — guidata dalla visione di Simona Giantin — è stato fondamentale per tradurre l’idea in realtà. L’obiettivo della realtà è da sempre la valorizzazione della donna nella sua interezza, oltre ogni limite fisico. Grazie a questa collaborazione, l’evento ha saputo evitare il rischio del paternalismo, celebrando invece il talento, l’eleganza e la forza intrinseca di ogni singola modella.
In un momento storico in cui il sistema moda globale è chiamato a rispondere con i fatti ai temi della diversity & inclusion, Beyond Vision si erge come un esempio virtuoso e concreto. Ha dimostrato che l’accessibilità non deve essere considerata una concessione o una tendenza passeggera, bensì una responsabilità etica imprescindibile per chiunque produca cultura e bellezza.
Sì Sposaitalia Collezioni archivia così un’edizione storica, lasciando in eredità una certezza: la vera eleganza non esclude nessuno. Accoglie, valorizza e celebra l’unicità di ogni donna, tracciando la strada per un futuro del settore wedding finalmente aperto a tutti.
”L’essenza della vita. Dove l’essenza della vita è la bellezza della natura, l’amore per se stessi e per gli altri, per la vita, l’essenza della vita è anche la sfida, la lotta, la crescita, la conquista dei sogni, l’essenza della vita è il viaggio non la destinazione, è il percorso, non il traguardo, è la gioia di vivere.
Marina
La vita per me è un cammino, dove ogni passo è un dono e ogni momento è un regalo.
”Come Virginia Woolf, ho il desiderio di guardare all’altro nella sua complessità e di affrontare ogni cosa, anche la ricerca e la didattica, con prospettive nuove.
Greta
”Il simbolo che mi rappresenta in questo periodo è la farfalla. Le mie ali sono fatte di coraggio, fatica e sogni che non smettono di volare. Non cerco occhi bagnati di compassione, ma sguardi di ammirazione e rispetto per il nostro impegno, il nostro tempo e il nostro lavoro.
Arjola
”Sono una forza della natura. L’ esperienza di aver perso la vista mi ha dato modo di guardarmi dentro e di scoprire risorse che non immaginavo proprio di avere.
Lucia
”Vivi sempre, ogni istante. E tratta dalla canzone “Ogni Istante” di Elisa e mi rappresenta perché mi ricorda che ogni momento, anche se non piacevole, vale la pena di essere vissuto
Anna Laura
”La frase che più mi identifica è “Adesso o mai più”. Per la irrequietezza e la frenesia che mi contraddistinguono. Alcune cose o le fai nel momento o rischi di non farle più.
Sharon
”Non vedo, ma punto sempre lontano!
Florinda
”Goccia a goccia si scava la pietra, è un’immagine semplice ma potente. Non parla di forza improvvisa, né di vittorie spettacolari: parla di costanza. Continuare a esserci, anche quando si è stanchi, scoraggiati, o spaventati. È accettare che ci siano giorni in cui si è solo una goccia, e va bene così.
Silvia
”A volte mi rivedo in Rossella O’Hara, la protagonista di “via col vento”, uno spirito determinato che non si piega davanti alle difficoltà. Lei è riuscita a riprendersi la sua amata Tara; io voglio prendermi tutto ciò che la vita ancora mi può offrire. Nonostante l’età, nonostante tutto.
Emanuela
”Chi vuole sul serio qualcosa trova la strada, perché quando desidero davvero un obiettivo, con convinzione e determinazione, riesco a trovare il modo per raggiungerlo, anche se ci sono difficoltà o ostacoli. Penso che la motivazione forte spinga a cercare alternative, a non arrendersi facilmente e a usare creatività, impegno e costanza.
Rossana
Esistono eventi capaci di ridefinire completamente il concetto di bellezza. Uno di questi è andato in scena tra le mura storiche del Castello di Cereseto, perla del Monferrato, che ha aperto le sue porte a un’iniziativa straordinaria dove l’alta moda ha incontrato l’inclusione più autentica: “Sette Spose per un Castello”.
Non si è trattato della solita sfilata, ma di un vero e proprio manifesto di libertà. A calcare la passerella sono state infatti sette modelle con disabilità visiva grave, non vedenti e ipovedenti, che hanno indossato con straordinaria eleganza una collezione privata di abiti da sposa da sogno.
L’evento ha preso vita grazie all’incontro e alla sinergia tra due realtà illuminate:
Simona Giantin, anima e fondatrice del progetto Rosa Assoluto.
La famiglia Sangiovanni, proprietaria del castello, che ha scelto di trasformare questa dimora storica in un palcoscenico di coraggio e determinazione.
Insieme hanno dimostrato che la moda non deve necessariamente essere un’esperienza puramente visiva, ma può trasformarsi in un veicolo di espressione personale e identità.
Gestire una sfilata in un contesto monumentale e in continua evoluzione non è mai semplice, soprattutto con pochissime ore di prove a disposizione. Eppure, il risultato è stato impeccabile.
Il merito va a un incredibile lavoro di squadra: il salone Ricci e Capricci di Castagnone ha curato nei minimi dettagli acconciature e make-up, valorizzando al massimo ogni protagonista. Ma la vera particolarità del backstage è stata un’altra: la presenza dei cani guida, compagni inseparabili e simbolo di autonomia delle modelle, che hanno riempito l’ambiente di calore e complicità.
Il pubblico ha risposto nell’unico modo possibile: con una profonda commozione, il fiato sospeso e scroscianti applausi spontanei.
«Abbiamo voluto creare un’esperienza che celebrasse la bellezza non convenzionale, la forza e la fiducia reciproca», ha dichiarato Simona Giantin. «Le nostre modelle hanno affrontato questa sfida offrendo a tutti una straordinaria lezione di eleganza e autodeterminazione.»