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Armonie Condivise

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Armonie Condivise organizza eventi e matrimoni pensati per essere vissuti da tutti.

Un nuovo modo di concepire i momenti speciali: più intimo, più consapevole, più inclusivo.

La vera bellezza non è solo ciò che si vede, ma ciò che si sente, ciò che si ricorda, ciò che si porta con sé.

Martina Di Palma, titolare dell’omonima agenzia che organizza eventi Green.
Simona Maria Giantin, Bridal Assistant specializzata in galateo e portamento.

Una visione condivisa

Dall’incontro di due professioniste nasce un progetto che unisce competenze e sensibilità:

  • Visione sostenibile e rispetto per l’ambiente
  • Eleganza,
  • armonia e cura dei dettagli
  • Attenzione autentica alle persone

Armonie Condivise nasce per creare esperienze che parlano ai sensi, toccano le emozioni e valorizzano l’accoglienza e l’accessibilità.

Beyond Vision

Il mondo della moda sposa sta vivendo una profonda metamorfosi. Se per decenni il settore bridal è rimasto ancorato a canoni estetici rigidi e a una narrazione visiva quasi stereotipata, oggi assistiamo a un cambio di paradigma radicale. Il manifesto di questa trasformazione ha un nome ben preciso: Beyond Vision.

Presentato nella prestigiosa cornice di Sì Sposaitalia Collezioni, questo evento non è stato una semplice sfilata di abiti bianchi, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti politica, sociale ed estetica. Organizzato dal celebre magazine White Sposa in stretta collaborazione con la realtà Rosa Assoluto, il fashion show ha scardinato i tradizionali confini della passerella, dimostrando che l’alta moda può farsi linguaggio universale di inclusione.

La rivoluzione sensoriale del Bridal: "Beyond Vision" ha ridefinito il concetto di Bellezza in passerella

Il Potere di un Nuovo Sguardo: Quando l’Etica Incontra l’Estetica

Nel cuore pulsante di Sì Sposaitalia Collezioni, l’appuntamento con Beyond Vision ha rappresentato il momento più intenso e rivoluzionario dell’intero calendario. La passerella ha smesso di essere un semplice palcoscenico commerciale per trasformarsi in uno spazio di consapevolezza e attivismo.

Al centro dei riflettori dieci donne straordinarie, non vedenti e ipovedenti, che hanno sfilato con una grazia, una sicurezza e una determinazione che hanno letteralmente incantato il pubblico. Il messaggio lanciato è stato dirompente nella sua semplicità:

La bellezza autentica non è unicamente ciò che si offre allo sguardo, ma ciò che si percepisce interiormente, si vive sulla pelle e si trasmette attraverso le emozioni.

Ogni uscita non è stata solo l’esibizione di un abito, ma il capitolo di un racconto. La sfilata è stata infatti arricchita dallo storytelling delle identità e delle storie personali delle protagoniste, regalando una dimensione umana e profonda che ha toccato le corde più intime degli spettatori. La risposta del pubblico — composto da buyer internazionali, titolari di atelier, designer e giornalisti della stampa estera — è stata unanime: una standing ovation spontanea e carica di commozione.

Le Firme del Made in Italy per un Progetto Coraggioso

Un’iniziativa di tale portata sociale ha trovato un terreno fertile nell’eccellenza della manifattura e della creatività italiana. Cinque grandi brand del panorama bridal hanno sposato la causa, mettendo a disposizione le loro creazioni più iconiche e riadattandole, laddove necessario, per esaltare al meglio la fisicità e la personalità delle modelle:

  • Elisabetta Polignano: Nota per le sue architetture sartoriali e la capacità di interpretare l’anima delle donne.

  • Maison Signore: Sinonimo di artigianalità e di un lusso senza tempo che esalta la femminilità.

  • Ettore Bilotta: Designer celebre per l’alta moda cinematografica, lo stile sofisticato e i tagli impeccabili.

  • Maria Pia Creazioni: Realtà che fa della tradizione e dell’eleganza romantica il proprio tratto distintivo.

  • Veni Infantino: Brand internazionale capace di unire tendenze cosmopolite e gusto classico.

Questi stilisti hanno dimostrato che l’abito da sposa non è un involucro rigido, ma un tessuto vivo capace di dialogare con chi lo indossa, superando ogni barriera percettiva.

La Visione dei Partner: White Sposa e Rosa Assoluto

Il successo di Beyond Vision è il risultato di una sinergia strategica tra due realtà da sempre attente all’evoluzione della società.

White Sposa: Cinquant’anni di Storia Proiettati nel Futuro

Con questo progetto, White Sposa ha confermato di non essere soltanto una prestigiosa rivista di settore, ma un vero e proprio hub culturale del wedding contemporaneo. Forte di oltre mezzo secolo di esperienza editoriale, la testata ha compreso che oggi fare comunicazione significa assumersi una responsabilità sociale. Beyond Vision è stato infatti concepito come un ecosistema multimediale integrato, capace di unire:

  1. Il brivido del live fashion show.

  2. La profondità dello storytelling giornalistico.

  3. La concretezza dei valori di accessibilità e inclusione.

  4. L’amplificazione della comunicazione digitale attraverso i canali social.

Rosa Assoluto e l’Identità Femminile

Al fianco del magazine, il contributo di Rosa Assoluto — guidata dalla visione di Simona Giantin — è stato fondamentale per tradurre l’idea in realtà. L’obiettivo della realtà è da sempre la valorizzazione della donna nella sua interezza, oltre ogni limite fisico. Grazie a questa collaborazione, l’evento ha saputo evitare il rischio del paternalismo, celebrando invece il talento, l’eleganza e la forza intrinseca di ogni singola modella.

Un Manifesto per il Futuro della Moda Bridal

In un momento storico in cui il sistema moda globale è chiamato a rispondere con i fatti ai temi della diversity & inclusion, Beyond Vision si erge come un esempio virtuoso e concreto. Ha dimostrato che l’accessibilità non deve essere considerata una concessione o una tendenza passeggera, bensì una responsabilità etica imprescindibile per chiunque produca cultura e bellezza.

Sì Sposaitalia Collezioni archivia così un’edizione storica, lasciando in eredità una certezza: la vera eleganza non esclude nessuno. Accoglie, valorizza e celebra l’unicità di ogni donna, tracciando la strada per un futuro del settore wedding finalmente aperto a tutti.

PARLANO DI NOI

White Magazine

Instagram post #beyondvision – 123

Rai News

Sette Spose per un Castello

Una sfilata di moda in un antico loggiato del Castello di Cereseto: un lungo tappeto rosso steso lungo un corridoio all'aperto affiancato da arcate in mattoni decorate con affreschi. Un gruppo di modelle indossa eleganti abiti da sposa bianchi di vari stili.

Esistono eventi capaci di ridefinire completamente il concetto di bellezza. Uno di questi è andato in scena tra le mura storiche del Castello di Cereseto, perla del Monferrato, che ha aperto le sue porte a un’iniziativa straordinaria dove l’alta moda ha incontrato l’inclusione più autentica: “Sette Spose per un Castello”.

“Sette Spose per un Castello”: al Castello di Cereseto la moda incontra l’inclusione

Non si è trattato della solita sfilata, ma di un vero e proprio manifesto di libertà. A calcare la passerella sono state infatti sette modelle con disabilità visiva grave, non vedenti e ipovedenti, che hanno indossato con straordinaria eleganza una collezione privata di abiti da sposa da sogno.

Un’Idea Nata dal Cuore (e dalla Visione)

L’evento ha preso vita grazie all’incontro e alla sinergia tra due realtà illuminate:

  • Simona Giantin, anima e fondatrice del progetto Rosa Assoluto.

  • La famiglia Sangiovanni, proprietaria del castello, che ha scelto di trasformare questa dimora storica in un palcoscenico di coraggio e determinazione.

Insieme hanno dimostrato che la moda non deve necessariamente essere un’esperienza puramente visiva, ma può trasformarsi in un veicolo di espressione personale e identità.

Il Dietro le Quinte: Tra Emozione e Cani Guida

Gestire una sfilata in un contesto monumentale e in continua evoluzione non è mai semplice, soprattutto con pochissime ore di prove a disposizione. Eppure, il risultato è stato impeccabile.

Il merito va a un incredibile lavoro di squadra: il salone Ricci e Capricci di Castagnone ha curato nei minimi dettagli acconciature e make-up, valorizzando al massimo ogni protagonista. Ma la vera particolarità del backstage è stata un’altra: la presenza dei cani guida, compagni inseparabili e simbolo di autonomia delle modelle, che hanno riempito l’ambiente di calore e complicità.

Il pubblico ha risposto nell’unico modo possibile: con una profonda commozione, il fiato sospeso e scroscianti applausi spontanei.

«Abbiamo voluto creare un’esperienza che celebrasse la bellezza non convenzionale, la forza e la fiducia reciproca», ha dichiarato Simona Giantin. «Le nostre modelle hanno affrontato questa sfida offrendo a tutti una straordinaria lezione di eleganza e autodeterminazione.»

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